Muri di contenimento

Arredamento outdoor

In origine i muri di contenimento venivano costruiti in pietra e posati a secco, senza l'utilizzo di nessun legante. Con il tempo e con l'ausilio di fango, paglia o terriccio, si sono sviluppate tecniche diverse che ad oggi permettono la costruzione di muri di contenimento che sfruttano materiali, sistemi di aggancio e miscele di malta sempre più innovativi.

A cosa servono i muri di contenimento? Ecco spiegato

Un muro di contenimento viene applicato a ridosso di pareti a strapiombo o dirupi ed ha la funzione di contenere la naturale cedevolezza del terreno dovuta alla forza di gravità ed evitare possibili frane consentendo la costruzione di edifici ed infrastrutture o l'impianto di determinate coltivazioni.

La costruzione di un muro di contenimento a secco richiede un lavoro specializzato, si tratta di una tecnica antica, ma non per questo si può essere approssimativi o sprovvisti delle nozioni di base per realizzare un'opera che in primo luogo rimanga in piedi e che soprattutto svolga la sua funzione di contenimento in sicurezza. A seconda dell'utilizzo che si vuole fare della tecnica “a secco” per costruire un muro di contenimento, è necessario seguire un inter di posa in opera differente.

Il primo passo da compiere nella realizzazione di muri di contenimento a secco riguarda innanzitutto lo studio dell'ambiente che ospiterà l'opera: pendenza, clima, tipologia e altezza del terreno da contenere, sono fattori fondamentali da non ignorare per realizzare muri stabili e sicuri.

Scegliere le pietre giuste per la costruzione di muri a secco è essenziale soprattutto per garantire l'efficienza della funzione di contenimento. L'approccio migliore, che aiuta anche l'approfondimento e lo studio sul territorio, è quello di cercare il materiale direttamente nel luogo in cui si vogliono erigere i muri di contenimento. Una pietra che ha già “familiarità” con l'ambiente sarà sotto tutti gli aspetti la più adatta a costituire un muro duraturo. Se non si hanno le capacità, ne le possibilità per fare questo tipo di ricerca è possibile anche trovare pietre e mattoni già predisposti per la posa a secco di muri di contenimento.

>> Alcuni esempi di Mattoni per la Posa a Secco

Muri di contenimento – Posa a secco

Dopo aver progettato con cura i muri di contenimento da realizzare si può passare allo scavo delle fondamenta e alla realizzazione delle dime che tracceranno il percorso da seguire nella realizzazione. Bisogna munirsi di alcune travi di legno utili a riprodurre il profilo dei muri e di alcune corde per descriverne il perimetro. I muri di contenimento a secco non devono superare una determinata altezza altrimenti il rischio di crollo aumenta notevolmente; solitamente si aggira non oltre il metro e mezzo.

Per sfruttare al meglio proprio l'azione della forza di gravità e per rendere i muri più stabili si ricorre a forme a parallelepipedo se si realizzano muri non addossati ad una parete, altrimenti è necessario realizzarli con una certa inclinazione, tale da contrastare la forza esercitata dalla spinta del terreno.

Un'applicazione particolarmente significativa di muri a secco di contenimento su grandi aree si può ammirare in Liguria nella zona delle Cinque Terre. In quei luoghi è possibile trovare diversi muri a secco realizzati per terrazzare pendenze e dirupi piuttosto vertiginosi, la loro presenza ha concesso la possibilità di coltivare ogni genere di specialità vegetale ed edificare moltissime aree oggi densamente popolate.

Costruzioni di questo tipo non sono di certo alla portata di chi vuole realizzare un muro a secco con un po' di fai da te, ma se non si ha la necessità di coprire superfici particolarmente estese è possibile comunque realizzare un'opera utile a diversi scopi.

Muri di contenimento – Confine o contenimento

I muri di confine non appoggiano su nessuna parete, si compongono di due facciate a vista e la loro realizzazione necessita del lavoro di due persone contemporaneamente che seguono il disegno della dima fino a formare tutte e due le facciate. Le pietre si posano alternando quelle perimetrali alle altre poste trasversalmente in modo da creare l'incastro migliore, più il puzzle risulterà intrecciato più il muro sarà stabile. Le pietre posate, da una parte e dall'altra, formeranno la struttura del muro che va riempita con del pietrisco e successivamente compattata.

I muri di contenimento invece vengono realizzati in modo asimmettrico poiché appoggiati ad una parete di terra da contenere. Le dime vanno sempre utilizzate ma avranno una forma diversa rispetto agli altri tipi di muro. La parte rivolta verso l'interno sarà a squadro per neutralizzare la spinta verso il basso esercitata dal terreno e la parte esterna invece sarà inclinata verso la pendenza. Per il resto della lavorazione si procede come per i muri a secco di confine. Un buon accorgimento per rendere i muri più duraturi è quello di prevedere una piccola intercapedine tra parete e terreno riempita di pietrisco; aiuterà la distribuzione migliore del peso e l'assorbimento dell'umidità proveniente dal terreno.

muri di contenimento alveolari

Muri di contenimento – Soluzioni prefabbricate

Se nel giardino o ambiente esterno si ha bisogno di recuperare spazio o crearne di nuovi sfruttando anche i luoghi in pendenza è possibile ricorrere a muri di contenimento prefabbricati che attraverso diversi materiali e l'utilizzo di particolari geogriglie di rinforzo e barre di ancoraggio, permettono di costruire muri alti anche 10 metri e necessitano di una lavorazione molto più semplice rispetto alla tecnica per i muri a secco.

Un esempio piuttosto diffuso per abbellire e contenere pareti terrose soggette a possibilità di frana, è rappresentato dai muri di contenimento alveolari, che grazie ad una struttura in calcestruzzo vibrocompresso fornita di diverse tasche, permette di far crescere piante di vario genere ed abbellire aree altrimenti destinate a rimanere allo stato selvaggio.

La differenza sostanziale sta nel tipo di mattone che si sceglie e la tipologia di posa possibile. L'azienda Pavesmac propone all'interno del proprio sito alla sezione “muri di contenimento” un particolare sistema di posa a secco che si serve di alcuni “Pin” in fibra di vetro per collegare un blocchetto all'altro. Questa particolare connessione permette di erigere muri molto alti destinati anche ad importanti infrastrutture e che riescono a sostenere grossi carichi dovuti al  transito dei veicoli.

Per soluzioni moderne ma molto vicine all'antica tecnica di posa a secco, il gruppo industriale Tegolaia propone con il “Blocco Gea” un sistema che utilizza due diversi tagli di mattoni, detti “betonelle”, studiati per incastrarsi l'un l'altro ed adattarsi perfettamente a specifiche geogriglie di rinforzo per l'ancoraggio alla parete terrosa.

L'azienda Ferraribk da la possibilità di consultare sul proprio sito altre varianti individuabili alla sezione dedicata ai muri a secco. Le opere di contenimento vengono realizzate attraverso l'unione di blocchi idrorepellenti in calcestruzzo che, predisposti di un particolare “dente”, facilitano la connessione e il serraggio tra i vari elementi garantendo un'ottima stabilità e durata nel tempo. A seconda della destinazione d'uso del muro di contenimento di cui si necessità si possono consultare vari stili tra i più moderni a quelli anticati.



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