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Quando abbiamo a che fare con vernici per interni, subito pensiamo allo spatolato veneziano. Si tratta di una tecnica molto diffusa, ma non da sottovalutare: non è facile realizzare una parete perfettamente omogenea e, sopratutto, bisogna avere ben presenti i diversi procedimenti possibili. 

 

Tutto quello che bisogna sapere sullo stucco veneziano: dalle origini millenarie alla realizzazione

Lo spatolato veneziano, conosciuto anche come stucco veneziano, stucco antico, stucco romano, stucco lucido o marmorino, vanta delle origini lontanissime. Minimo comun denominatore resta la composizione e la tecnica di applicazione; tuttavia, anche quest'ultima può variare. Scopriamo allora da dove viene lo stucco veneziano, come è composto e come crearlo.

Antica Mesopotamia: dove lo spatolato veneziano ebbe inizio

Lo stucco veneziano ha origini antichissime, addirittura millenarie; la sua invenzione risale infatti a oltre 5000 anni fa. Le testimonianze più lontane nel tempo sono state rinvenute nelle rovine lasciate dagli Elamiti, al confine con la Mesopotamia, per i quali questo materiale era un sostituto della terracotta. Lo stucco sarebbe quindi nato nelle province orientali dell'Iran. Lo stucco antico si ritrova nel 3.000 a.C. presso i Cretesi, nella composizione di carbonato di calcio e magnesio impastati con la calce spenta, per realizzare rilievi dipinti a colori vivaci. Ovviamente, l'utilizzo dello stucco aveva già anche scopi pratici nelle costruzioni: era un'arte che si tramandava di padre in figlio con pratica e sapienza.

Spatolato veneziano: perché prende il nome dalla città lagunare?

Passando da oriente a occidente, questo amteriale e la sua applicazione subiscono influenze diverse, in base alle culture in cui viene impiegato, riflettendone i gusti, lo stile e i colori. Ma l'impasto originario (base calce con polvere di pietra o marmo) e la tecnica restano invariati. Non solo i gusti, ma anche la disponibilità di materie prime in loco e dei pigmenti per le colorazioni determinano differenze tra i diversi stucchi nelle diverse culture.

In Italia tale tecnica decorativa trovò il massimo splendore nei palazzi dei nobili veneziani divenendo una vera e propria moda, una rifinitura irrinunciabile per chi avesse voluto avere una casa elegante e raffinata. La decorazione dello spatolato è inconfondibile nel suo genere, anche se nell'applicazione può avere diverse caratteristiche.

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Stucco veneziano: tecniche di realizzazione

Non è propriamente un gioco da ragazzi realizzare questo spatolato; la tecnica richede una certa esperienza nel settore e il rispetto di determinate regole di lavorazione.

Esistono due procedimenti per creare questa decorazione. Essi si differenziano per la tecnica di stesura e per il tempo di lavorazione.

  • Stucco a spatola: si tratta della tecnica più tradizionale, oltre ad essere anche la più complessa nell'esecuzione. Per realizzarla sono necessarie tre passate di spatola; ma in alcuni casi si può dover ricorrere a sei passate. I prodotti adatti a questa metodologia sono a base di calce e gesso e sono facilmente reperibili sul mercato, possono essere acquistati già pronti all'uso.
  • Stucco a pennello: in questo caso la tecnica è più rapida e consiste nell'applicazione dello stucco veneziano attraverso un pennello apposito. Può essere sufficiente anche una sola passata, mentre la rifinitura finale viene fatta con la spatola per rendere la decorazione più omogenea. In questo caso si una un tipo di stucco specifico.

Stucco veneziano come si fa

Oltre ad una risaputa piacevolezza estetica, questa soluzione è anche un'ottima mossa in temrini di traspirabilità e resistenza alla muffa. Per l'applicazione di qualunque spatolato, a prescindere dalla tecnica impiegata, sono necessari i seguenti materiali: vernice isolante, pittura acrilica lavabile, penneli e spatola d'acciaio; facoltativa è invece la cera lucidante. 

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Ma ora passiamo a vedere in cosa consistono le fasi di realizzazione:

  • Preparazione della superficie. È necessaria della carta vetrata di varei granulometrie per livellare la superficie interessata. È il passaggio preliminare poiché il piano su cui si andrà a realizzare uno spatolato deve essere pulito, perfettamente liscio e senza imperfezioni;
  • Seguendo la tecnica tradizionale, il secondo step consiste in una passata a base di calce, o di gesso, mediante una spatola e successivamente una base di vernice isolante. Tale procedimento si deve ripetere due volte;
  • Attendere una totale asciugatura della parete;
  • Applicare lo stucco veneziano con la spatola in tre mani successive.
  • Infine lucidare la superficie con cera protettiva. La funzione di questo topper consiste nel conferire un effetto brillante, ma soprattutto nel preservare la decorazione rendendola impermeabile. Esistono due tipologie di cera: una classica al "solvente" e una di nuova generazione all'"acqua" (emulsione al sapone di marsiglia e cera d'api).

Una manutenzione costante della cera sarà necessaria, ma sarà anche molto facile e sbrigativa: è sufficiente passare una spugna morbida imbevuta di acqua o di un detergente neutro. Attenzione: se la cera non viene applicata, tale pratica di pulitura non va assolutamente messa in atto. In questo caso infatti lo stucco veneziano non è impermeabile e bisogna assolutamente rifuggire l'utilizzo di acqua sulla superficie. Se tuttavia dovessero comparire macchie, esse possono essere rimosse con un semplice panno o con una piccola quantità di alcool.

Spatolato veneziano: dove acquistarlo

Su Amazon è possibile trovare il materiale, spesso già pronto e senza bisogno di unire le componenti. Vogliamo però insicarvi anche tre produttori presso i quali è possibile acquistare lo stucco anche online.

  • Giorgio Graesan produce da sempre vernici. Ha di recente dato una svolta alla propria produzione, utilizzando "la terza dimensione e quindi la profondità" nelle sue finiture. Spatula Stuhhi è un rivestimento lucido, naturale, di qualità e soprattutto ecologico. 
  • Decorativi San Marco promuove uno stucco specializzato in un effetto elegante e senza tempo, in tutte le tonalità possibili.



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