fbpx
24
Mer, Lug

Edilizia Sostenibile

Nell'era in cui la sostenibilità ambientale è diventata una priorità globale, la progettazione degli edifici si sta evolvendo verso standard sempre più alti di efficienza energetica. Tra le soluzioni all'avanguardia, emergono le case NZEB (Nearly Zero Energy Buildings), che rappresentano un passo significativo verso una costruzione più sostenibile e a basso impatto ambientale. Ma come vengono progettati questi edifici? Qual è la normativa che li regola? E a che punto siamo in Italia nel loro sviluppo e implementazione? Ne parliamo con ABC Costruzioni esperti in case prefabbricate in cemento armato.

Come vengono progettati gli edifici NZEB?

Le case NZEB sono progettate con l'obiettivo di ridurre al minimo il consumo di energia necessaria per il loro funzionamento, integrando al contempo fonti rinnovabili per soddisfare il fabbisogno energetico residuo. Questo risultato viene raggiunto attraverso una combinazione di tecniche e tecnologie innovative, tra cui l'isolamento termico avanzato, l'impiego di materiali a basso impatto ambientale, l'utilizzo di sistemi di riscaldamento e raffreddamento ad alta efficienza, e l'integrazione di sistemi fotovoltaici e solari termici.

La progettazione di una casa NZEB richiede un approccio olistico che consideri non solo l'efficienza energetica, ma anche il comfort degli occupanti e l'impatto ambientale dell'intero ciclo di vita dell'edificio. Questo significa valutare attentamente l'orientamento, la forma e la distribuzione degli spazi, oltre a pianificare un adeguato sistema di gestione dell'energia e dei rifiuti.

Qual è la normativa in materia

A livello europeo, la Direttiva 2010/31/UE sull'efficienza energetica degli edifici ha stabilito che tutti i nuovi edifici costruiti dopo il 31 dicembre 2020 debbano essere "quasi a zero consumo energetico". Questo obiettivo è stato recepito a livello nazionale da ciascuno Stato membro, che ha adottato normative specifiche per regolare la progettazione e la costruzione degli edifici NZEB.

In Italia, la normativa di riferimento è rappresentata principalmente dal Decreto Legislativo 192/2005 (Testo Unico dell'Edilizia) e dal Decreto Ministeriale 26 giugno 2015, che ha recepito la Direttiva 2010/31/UE. Questi documenti forniscono le linee guida e i requisiti tecnici per la progettazione e la certificazione degli edifici NZEB, inclusi i parametri per valutare il consumo energetico e l'apporto delle energie rinnovabili.

La progettazione delle case NZEB

La progettazione delle case NZEB richiede una stretta collaborazione tra architetti, ingegneri, progettisti energetici e altre figure professionali specializzate. È essenziale condurre analisi dettagliate del contesto ambientale e climatico, nonché valutazioni accurate delle prestazioni energetiche dell'edificio attraverso software di simulazione energetica avanzati.

Durante la fase di progettazione, vengono considerati diversi fattori, tra cui l'isolamento termico delle pareti, dei pavimenti e dei tetti, l'efficienza degli impianti di riscaldamento, raffreddamento e ventilazione, e l'ottimizzazione dell'illuminazione naturale. Inoltre, viene pianificata l'integrazione di fonti energetiche rinnovabili, come pannelli solari fotovoltaici e termici, pompe di calore geotermiche o sistemi di cogenerazione.

Differenze tra nZEB e Case Passive

Il concetto di casa passiva, nato come risposta all'urgenza di ridurre l'impatto ambientale degli edifici, ha una storia che risale agli anni '70, precedendo di qualche anno l'emergere del concetto di Nearly Zero Energy Buildings (nZEB). Il protocollo ufficiale Passivhaus, sviluppato nel 1988 dall'architetto Bo Adamson e dall'università svedese di Lund, ha rappresentato un punto di svolta nell'architettura sostenibile.

La Germania è stata pioniera nella realizzazione di progetti basati su questo modello, con il primo edificio costruito nel 1991 a Darmstadt. In Italia, il primo edificio certificato dal Passivhaus Institute è stato a Malles Venosta.

Mentre entrambi gli approcci - nZEB e case passive - mirano a minimizzare il consumo energetico, le case passive pongono un'enfasi particolare sull'ottimizzazione delle soluzioni passive, come l'isolamento termico, l'inerzia dei materiali, la ventilazione naturale e l'illuminazione. Inoltre, si concentra maggiormente sulla sostenibilità e sull'uso di materiali eco-compatibili.

A differenza degli nZEB, le case passive devono essere autosufficienti dal punto di vista energetico, il che richiede un approccio più rigoroso nella riduzione del fabbisogno energetico e nell'integrazione di fonti di energia rinnovabile direttamente nell'edificio. Questo rende il protocollo Passivhaus più stringente rispetto alla normativa nZEB, specificando i rapporti tra energia prodotta e consumata. Infine, la classificazione energetica degli edifici, che in Italia è obbligatoria per varie transazioni immobiliari, fornisce un'indicazione chiara delle prestazioni energetiche degli edifici, dalla classe G alla classe A.

Questa classificazione tiene conto di vari fattori, tra cui la geometria dell'edificio, la tipologia degli impianti, le caratteristiche dell'involucro edilizio e la presenza di fonti di energia rinnovabile e sistemi di ventilazione controllata.

Determinare quale edificio sia più efficiente tra nZEB, case passive e edifici in classe A dipende da una valutazione caso per caso, considerando le specifiche esigenze del progetto e i suoi obiettivi di sostenibilità. In conclusione, la scelta del percorso migliore per raggiungere l'efficienza energetica desiderata è fondamentale nella fase progettuale, garantendo risultati ottimali e consapevoli.

A che punto siamo in Italia?

La costruzione di edifici a Energia Quasi Zero (NZEB) in Italia sta vivendo una fase di espansione, con un aumento significativo dei progetti che adottano tali criteri, soprattutto nel settore residenziale. Questo trend è sostenuto da iniziative come l’Osservatorio Nazionale degli Edifici a Energia Quasi Zero dell’ENEA, che fornisce dati e informazioni sulle tecnologie e le metodologie applicate.

La transizione verso gli NZEB rappresenta un passo cruciale verso un futuro più sostenibile e costituisce un'opportunità per il settore delle case prefabbricate. Queste, grazie alla loro struttura modulare e alla possibilità di integrare tecnologie avanzate sin dalla fase di progettazione, possono facilmente adattarsi ai principi NZEB. L'efficienza energetica, l'utilizzo di materiali sostenibili e la riduzione dei tempi di costruzione sono solo alcuni dei vantaggi che rendono le case prefabbricate una scelta ideale per coloro che desiderano abitare in un edificio a energia quasi zero.