La transizione verso il mercato libero dell’energia può dirsi conclusa da ormai alcuni anni e ha portato ad avere più fornitori privati che competono tra loro. Non c’è più un unico fornitore di stampo statale: si è dunque assistito alla fine del monopolio.
Alla luce di questa eterogeneità, il mercato libero andrebbe visto come un’opportunità, per i cittadini così come per le imprese: è infatti un’occasione per migliorare la propria fornitura, in termini di risparmio così come di approvvigionamento. Esistono infatti compagnie che danno più peso di altre alla sostenibilità.
Non c’è quindi sempre un fornitore migliore di un altro, una tariffa più valida in assoluto. Occorre valutare caso per caso, in base alle specifiche peculiarità e obiettivi del business.
Il valore aggiunto di una consulenza energetica aziendale
La definizione delle forniture energetiche è qualcosa di estremamente delicato per le aziende, in quanto incide direttamente sul core business: è essenziale per affrontare le sfide del mercato contemporaneo, bilanciando costi e performance.
Ma su cosa agisce, nel concreto, una consulenza energetica? Molto dipende dalla realtà a cui ci si rivolge. Si rivela infatti essenziale optare per una società dalla solida esperienza e reputazione, in grado di affiancare a 360°, come nel caso di Eccum Energie, specializzata in consulenza e servizi per il risparmio di grandi, medie e piccole imprese. La sua mission è supportare le imprese nell’ottimizzazione di risorse e innovazione tecnologica.
In questo modo si può intervenire principalmente sui seguenti aspetti:
- consumi energetici: viene conseguita un’analisi che permette di individuare le aree su cui focalizzare l’intervento;
- incentivi: una consulenza energetica di alto profilo riesce a individuare i sostegni migliori;
- dotazioni tecnologiche: non tutte le forniture sono uguali, sia come provenienza delle materie prime che di impiantistica. Può infatti valere la pena valutare l’installazione di un impianto fotovoltaico, magari sfruttando parti non utilizzate degli stabilimenti come il tetto;
- previsioni: non solo un piano di analisi e di attuazione, una società di consulenza energetica è pronta a redarre un piano predittivo, deputato al monitoraggio. Ciò permette anche di attuare delle previsioni realistiche tanto sui costi quanto sul possibile ROI in caso subentrasse un investimento;
- certificazioni: l’acquisizione di certificazioni rappresenta un passo in avanti in termini di affidabilità e performance, risultando un biglietto da visita importante anche in chiave green.
Sono questi aspetti, del resto, quelli che più assicurano un risparmio concreto per le aziende nella situazione attuale di mercato libero, dove la stessa offerta può generare risultati molto diversi su imprese con caratteristiche affini.
Perché generalizzare è la peggiore forma di risparmio
C’è un approccio che può essere pensato come l’antitesi del risparmio: quello volto alla generalizzazione. Mai come nell’epoca attuale, dove si è passati da un focus sul prodotto a uno sul consumatore, questo sistema risulta controproducente e vale sia nel B2C che, ancora di più, nel B2B.
Questo principio è applicabile anche al mercato dell’energia, che rappresenta l’incarnazione di quanto abbiamo detto proprio perché si è passati da uno a tanti fornitori, con altrettante molteplici possibilità di scelta.
Andamento del mercato e risposta dell’impresa
Come orientarsi, allora, nella scelta del fornitore visto che generalizzare non porta? Occorre coniugare soprattutto due fattori:
- evoluzione del mercato, ovvero il suo andamento: bisogna capire se è più conveniente un prezzo fisso, che garantisce maggiore stabilità, oppure uno indicizzato, più soggetto a variazioni e quindi meno stabile ma potenzialmente più conveniente;
- modo in cui l’azienda si relaziona rispetto all’energia: non sempre per le imprese le offerte predefinite proposte dalle compagnie sono l’ideale, anzi, questo perché sono generiche, non mirate rispetto a loro stesse. Eppure, poiché tali offerte offrono prezzi all’apparenza convenienti al 100%, le imprese sono spesso tentate di accedervi. Il punto di partenza dovrebbe essere l’opposto: non partire dall’offerta, ma dal modello contrattuale che più risponde al modo in cui l’impresa affronta i costi energetici.
Un confronto tra imprese differenti
Le cose cambiano, nel mercato libero, a seconda che l’impresa sia strutturata/energivora oppure risulti una PMI o ancora un professionista a partita IVA. Ognuna di queste categorie necessita di contratti differenti, per risparmiare.
Pertanto, più l’impresa detiene costi contenuti, più tende ad accedere a contratti generici, tentata da modelli standard che però, non di rado, nascondono un sovrapprezzo.
Nel mercato libero, invece, il modo migliore per risparmiare è scegliere soltanto dopo aver compreso i dati e non è qualcosa che una volta fatta dura per sempre.
Le fasi di analisi e monitoraggio dovrebbero andare di pari passo e ciò richiede tempo e risorse: per questo può valere la pena per le aziende avviare una partnership con un’azienda specializzata in consulenza energetica.