Mutui a tasso variabile

Mutui

Che cosa sono i mutui a tasso variabile? Sentiamo spesso parlare dei mutui a tasso variabile confrontati con i ben più conosciuti mutui a tasso fisso, ma spesso non sappiamo di cosa si tratta e soprattutto di come funzionano. Per poter scegliere il tipo di mutuo adatto a noi dobbiamo conoscere bene i mutui a tasso variabile, in modo tale che la scelta non sia dettata dal caso o da convinzioni aprioristiche.

I mutui a tasso variabile

I mutui a tasso variabile sono al momento una soluzione semplice per attenuare i costi delle rate dei mutui, ma bisogna conoscere bene le normative legate ai mutui a tasso variabile per non trovarci poi con dei problemi nella gestione delle rate future. Nei mutui a tasso variabile è proprio la parola “variabile” da tener presente per le implicazioni e le conseguenze che comporta.

Mutui a tasso variabile – Caratteristiche

L’elemento peculiare nei mutui a tasso variabile è il tasso d’interesse che le banche applicano alle rate da pagare. Infatti il tasso d’interesse nei muti a tasso variabile sarà appunto variabile e non stabile e duraturo nel tempo come per i mutui a tasso fisso. A far variare il tasso d’interesse nei mutui a tasso variabile è il costo del denaro. Se il costo del denaro aumenta, immancabilmente aumenta anche il tasso d’interesse nei mutui a tasso variabile, questo perché il denaro è in pratica il “prodotto” che le banche vendono ai propri clienti attraverso i loro mutui.

Ovviamente esistono dei seri indici che delineano l’alterazione nei costi del denaro, ad esempio quello più utilizzato dalle banche è l’Euribor. Quando l’indice Euribor indicherà un innalzamento del costo del denaro, immediatamente le rate dei mutui a tasso variabile tenderanno a salire. L’aggiornamento del tasso d’interesse nei mutui a tasso variabile è mensile. Interessante è notare come al momento di accedere tra dei mutui a tasso variabile e dei mutui a tasso fisso, i primi risulteranno sempre con un tasso d’interesse iniziale più basso rispetto ai secondi.

Ovviamente questo risulterà nei mesi iniziali sempre tenendo presente la variazione del costo del denaro nell’indice Euribor. Tenete presente che le banche calcolano il guadagno rappresentato dall’incremento dei mutui a tasso variabile tra l’1% e 3%. I mutui a tasso variabile possono essere una felice soluzione per le nostre tasche, ma è innegabile il fattore incertezza che i mutui a tasso variabile comportano. Non possiamo infatti prevedere quali e quante variazioni ci saranno e soprattutto di che portata. In pratica capire a priori che tipo di spesa totale comporteranno dei mutui a tasso variabile sarà piuttosto difficile.

Per venire incontro a questo tipo di problematica esistono i mutui a tasso variabile definiti "a copped". In pratica le banche cercano di limitare il rischio di un notevole incremento del tasso d’interesse. Si prevede, in questo tipo di mutui a tasso variabile, un tetto massimo di incremento, un limite quindi. In questo caso il tasso d’interesse non può oltrepassare il limite imposto dal contratto tra la banca e il cliente. Di conseguenza non vi saranno nemmeno gli abbassamenti del tasso in caso di un abbassamento del costo del denaro. I mutui a tasso variabile "a copped" hanno inevitabilmente costi più alti e una natura più complessa del mutuo stesso.

Mutui a tasso variabile – Consigli

Sono ovviamente le banche a ricalcolare le nostre rate dei mutui a tasso variabile, ma per non farci trovare impreparati e tenere il tutto sottocontrollo è bene tener presente alcune semplici regole per gestire al meglio i mutui a tasso variabile. La cosa più importante da fare è essere sempre aggiornati con le variazioni dell’indice Euribor. Controllare periodicamente la parte restante del prestito che ancora dobbiamo restituire al momento della variazione dei tassi, perché sarà proprio su questa che verranno applicati. Tenere sempre presente la durata residua del mutuo e soprattutto l’incremento proprio della banca, che essa stessa indica sul contratto di accensione al mutuo.



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