Piano Casa 2011

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Il 5 Maggio è stato approvato il piano casa 2011.

Piano casa 2011: come funziona

Si tratta di un pacchetto di misure in parte ampiamente discusso e accettato, che va dal rilancio del piano casa per la riqualificazione delle aree urbane degradate, all’allargamento dell’accordo bonario per razionalizzare e snellire le procedure nelle controversie in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Previste anche semplificazioni sugli appalti pubblici e misure anti-frodi assicurative e per l’ennesima volta, si proverà a introdurre il principio secondo cui negli atti normativi non potranno mai più essere previsti nuovi oneri regolatori o amministrativi a carico di cittadini, imprese e altri soggetti privati, a meno di una contestuale riduzione di altri oneri già esistenti.

Le nuove norme mirerebbero a un Piano per la riqualificazione delle città e “interventi per il rilancio dell’edilizia privata” che modificano in maniera parziale la vecchia versione scavalcando alcuni paletti. La misura – in via di definizione, con il recepimento di alcuni emendamenti bipartisan – prevederebbe la riapertura dell’intesa Stato-Regioni, per spingere gli enti locali alla riqualificazione urbana di aree degradate con la sostituzione di immobili non residenziali, in primis quelli industriali dismessi o con attività da delocalizzare.

Le novità più interessanti sono:

- le amministrazioni comunali avranno 90 giorni di tempo per esprimersi in merito alla richiesta di concessione edilizia (diventano 150 nelle città con più di 100mila abitanti) passati i quali scatta il “silenzio-assenso“. I termini possono essere interrotti se l’amministrazione richiede un integrazione di documenti per le verifiche. La regola del silenzio assenso non si applica alle città o quartieri in cui vige un vincolo paesaggistico, ambientale o culturale.

- nelle aree urbane degradate è possibile un aumento del volume del 20% dell’ immobile e del 10% per edifici non residenziali tra cui negozi e magazzini.
Quali sono gli interventi edilizi per cui è richiesto il permesso per costruire?

Fa fede quello previsto nel testo unico per l’edilizia (dpr 380 del 2001) quindi:

- nuove costruzioni

- ristrutturazioni urbanistiche

- ristrutturazioni edilizie. All’interno di questo campo ci sono delle varianti come: aumento di unità immobiliari, frazionamento immobiliare, aumento del volume immobiliare, modifica della sagoma dell’ edificio, variazione o modifica delle superfici, cambiamento di destinazione d’uso.

Le regioni avranno 60 giorni di tempo, dall’approvazione del decreto legge sviluppo, per approvare le leggi attuative del piano casa per l’edilizia privata (anche con integrazioni).

Nelle regioni a statuto ordinario dove non saranno introdotte le misure, passati 120 giorni dall’ok al decreto legge, le norme individuate nello stesso decreto saranno «immediatamente applicabili».



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