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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha reso pubblica una nota in merito al “Piano straordinario di vigilanza per l’agricoltura e l’edilizia nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia”.

Lavoro in nero: numero preoccupanti

Sono circa 8.000 i lavoratori irregolari presenti sul territorio nazionale. Nel dicastero preseduto dal Ministro Sacconi non sono mancate le esternazioni positive in merito all’azioni ispettive svolte tra marzo e dicembre del 2010 dal personale personale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (DPL e Comando Carabinieri Tutela del Lavoro), degli Enti previdenziali (INPS ed INAIL)e delle Forze dell'Ordine (Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Arma Territoriale dei Carabinieri).

Secondo quanto riportato in agricoltura sono stati effettuati 2.816 accertamenti su aziende constatando che i lavoratori irregolari sono stati 7.102, di cui il 49% è stato occupato in nero. Risultati simili anche nel settore dell’edilizia dove le ispezioni sono state effettuate su circa 11.000 aziende, trovando irregolarità in oltre 6.800 attività. I lavoratori irregolari sono risultati 7.565, di cui il 53% è stato occupato in nero. 

Grazie alle ispezioni, inoltre, sono state scoperte numerose truffe ai danni degli Istituti previdenziali mediante l'instaurazione di rapporti agricoli fittizi: 35.659 posizioni. La maglia nera è andata alla Campania con il 55% di aziende agricole irregolari sul totale di quelle controllate e 27.256 posizioni lavorative e previdenziali indebite o fittizie; seguono la Sicilia, con il 48% delle aziende controllate irregolari, la Puglia con il 44% e 1.619 lavoratori totalmente in nero oltre a 7.230 posizioni previdenziali o lavorative indebite e la Calabria con il 28% di aziende irregolari sul totale di quelle controllate e 1173 posizioni previdenziali fittizie.

Lavoratori in nero - edilizia

Nel settore edile sono stati effettuati numerosi controlli ispettivi nell’ambito degli appalti sia pubblici, che privati, diretti soprattutto alla verifica delle condizioni generali di tutela del lavoro e del rispetto della disciplina in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro nei cantieri dislocati nelle aree geografiche interessate al Piano.

L’obiettivo delle 7.724 aziende edili da ispezionare, nei territori considerati, è stato realizzato e ampiamente superato – sottolinea ancora la nota del ministero - in quanto il numero di imprese complessivamente ispezionate è stato pari a 10.958. In ciascuna delle suddette regioni il numero delle aziende edili ispezionate è risultato infatti superiore a quello percentualmente assegnato alle stesse.

Dagli accertamenti svolti sono emerse irregolarità nei confronti di 6.812 aziende che rappresentano il 62 per cento di quelle ispezionate. I lavoratori irregolari sono risultati 7.565, di cui il 53 per cento è stato occupato in nero (4.037 lavoratori). Il numero dei provvedimenti di sospensione adottati è pari a 1.196, con una percentuale di revoche pari al 78 per cento (932 provvedimenti revocati).

La suddetta percentuale, certamente rilevante, lascia presumere che gli accertamenti ispettivi hanno riguardato prevalentemente imprese strutturate, interessate pertanto alla regolarizzazione degli illeciti rilevati. Infine si evidenzia che il personale ispettivo ha rilevato un consistente numero di violazioni in materia di sicurezza, pari a 7.881 illeciti accertati.

Lavoratori in nero - agricoltura

Nel settore agricolo, sono stati fatti accertamenti nei confronti di 7.816 aziende, superando l’obiettivo delle 7.500 aziende previsto nel citato Piano. I lavoratori irregolari – si legge nella nota del ministero del Welfare - sono risultati 7.102, di cui il 49 per cento è stato occupato in nero (3.484 lavoratori).

La percentuale di irregolarità rispetto al numero delle aziende ispezionate, pari al 44 per cento (3.434 aziende), è rimasta costante nei vari mesi di attuazione del Piano straordinario, mentre è stata registrata una progressiva riduzione della percentuale dei lavoratori in nero rispetto a quelli irregolari che, a conclusione del Piano, è risultata pari al 49 per cento.

Si segnala, a tale proposito, che è stato riscontrato l’impiego di lavoratori in nero prevalentemente nella raccolta di prodotti a basso costo, che richiedono l’utilizzo di manodopera scarsamente specializzata. Tale decremento della percentuale di impiego di lavoratori totalmente in nero può considerarsi conseguenza diretta dell’azione deterrente determinata dalla costante presenza sul territorio di personale ispettivo impegnato in controlli capillari e sistematici.

Inoltre l’azione ispettiva posta in essere ha consentito di verificare numerose truffe ai danni degli Istituti previdenziali mediante l’instaurazione di rapporti agricoli fittizi, pari a 35.659 posizioni. Infine, significativo è risultato il numero delle sospensioni per lavoro nero, pari a 128 provvedimenti, di cui 23 revocati.



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