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Il settore dell'edilizia è in crisi. Il cemento, si sa, non è rinnovabile, l'estrazione e il trasporto delle materie prime per la produzione di calcestruzzo e di laterizi diventano sempre più insostenibili. Eppure basterebbe rispettare i cicli della natura per veder "fiorire" una nuova edilizia verde.

Economia circolare

Giorno dopo giorno vediamo crescere nuove costruzioni, interi nuovi quartieri, soprattutto nelle grandi città del nostro Bel Paese. Finora si è costruito troppo, oltre ogni logica urbanistica ed economica, spesso nei luoghi sbagliati, a rischio sismico e idrogeologico, trascurando il rispetto dell'ambiente nonché il risparmio energetico. La produzione dei materiali edili per la costruzione di edifici comporta un enorme consumo di energia, soprattutto di origine fossile, conseguenza diretta delle emissioni di anidride carbonica, il gas serra che altera il nostro clima. Materiali che via via si deteriorano e che vanno rinnovati o sostituiti, perché, ad oggi, non sono né rinnovabili né riciclabili. Ma la natura ci viene in soccorso, basta saperla sfruttare bene. Per produrre in modo durevole e sostenibile le cose di cui abbiamo bisogno è indispensabile rispettare e seguire i cicli della natura. Da un seme ad un albero, da un albero, da più alberi alle cose, finanche alle case. Tutto ciò è alla base dell'Economia Circolare, un concetto semplice che può rivoluzionare uno dei settori primari dell'economia italiana e mondiale, l'edilizia, contribuendo a contrastare il continuo sfruttamento del sottosuolo e l'inquinamento climatico. In fondo, tutte le sostanze, le forme energetiche, le forze ambientali e biologiche del nostro pianeta, trasformate e valorizzate nel modo più opportuno, sono in grado di produrre ricchezza e contribuire all'evoluzione del sistema socio-economico.

Più legno, meno cemento

Avete mai guardato bene gli alberi nella loro imponenza e forza? Alcuni possono raggiungere altezze simili a quelle di un grattacielo e arrivare a vivere più di mille anni, ciò significa che per arrivare a tali dimensioni fisiche e temporali hanno assimilato grandi quantità di anidride carbonica dall'atmosfera trasformandola in carbonio organico attraverso la fotosintesi clorofilliana. La loro capacità di resistenza ai carichi verticali e orizzontali supera di gran lunga quella delle costruzioni in calcestruzzo, basti pensare agli eventi metereologici molto intensi o ai terremoti: restano perfettamente al loro posto. Diverse aziende del Nord Europa, soprattutto in Finlandia, forti della disponibilità di questa materia prima e della continua e programmata gestione delle loro foreste, hanno studiato il modo per far sviluppare il settore edile sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo ecologico. Al fine di un minore impatto ambientale, hanno sostituito il calcestruzzo con elementi di legno in massello incrociato (CLT) nelle strutture portanti degli edifici (travi e pilastri) e i laterizi nei tamponamenti (muri interni ed esterni). Il cambiamento, quindi, si può attuare. Dal punto di vista finanziario le aziende aderenti possono acquistare e sottoscrivere una sorta di quote, i cosiddetti "crediti di carbonio" a compensazione delle proprie emissioni inquinanti.

Fine dei rifiuti

E cosa se ne fa, alla fine, dei materiali e dei rifiuti edilizi derivanti dalle ristrutturazioni e che spesso finiscono nei termoinceneritori? Una società finlandese ha pensato anche a questo, ha brevettato una "pietra di legno", la Destaclean® Wood Stone, un agglomerato di materiali edili provenienti dai cantieri di demolizione e ristrutturazione, come ferro, lana di roccia e plastiche e del 50% di legno riciclato, che può essere utilizzato nelle ristrutturazioni, soprattutto in quei posti dove si sono esaurite le attività estrattive. A seguito di questo processo detta società è stata la prima ad aver ricevuto il riconoscimento di "End of Waste", ossia fine dei rifiuti, lo stato in cui non si producono più rifiuti e si chiude il cerchio dell'Economia Circolare. Ergo, se lo si vuole si può.



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