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Energie Alternative

Il fotovoltaico è stato ormai sdoganato sia in ambito pubblico che privato grazie alle strutture sempre più tecnologiche ed ai costi più calmierati. I moderni sistemi di copertura tetti sono realizzati per assorbire quanta più energia possibile e, contemporaneamente, insediarsi perfettamente in ogni contesto per garantire una piacevole continuità stilistica.

Risparmio in bolletta e rispetto per l’ambiente circostante sono le molle principali che stanno spingendo sempre più persone a scegliere il fotovoltaico, o quanto meno ad interessarsene. Prima di tutto è importante capire se la propria abitazione rispetta i requisiti necessari, dopodiché deve essere svolto tutto a norma di legge.

Approfondiamo nei seguenti paragrafi il discorso su questi due argomenti.

Requisiti richiesti per l’impianto fotovoltaico

Molte persone vedono nel fotovoltaico la soluzione ideale ai loro problemi. La casa e l’ambiente circostante devono però rispettare determinati requisiti, altrimenti l’impianto non è in grado di offrire le prestazioni richieste. Gli aspetti da valutare sono:

  • modalità e tipologia di consumo;
  • spazio;
  • ombreggiamento;
  • orientamento dei pannelli.

Il consumo

Una prima analisi va fatta sulla tipologia di consumo. Una persona single, che sta tutto il giorno fuori per lavoro e torna solo la sera, avrà un consumo talmente ridotto di energia elettrica da non giustificare una spesa come l’impianto fotovoltaico.

Ben diverso è il discorso se la famiglia è composta da 4-5 persone, molte delle quali vivono la casa tutto il giorno. In tal caso si parla di un consumo energetico importante che giustifica l’installazione di un fotovoltaico. Secondo gli esperti un impianto dovrebbe produrre annualmente quanto consuma l’abitazione.

Traducendo questo ragionamento in numeri, possiamo dire che un fotovoltaico è indicato dove c’è un consumo minimo di 2200-2500 kWh all’anno.

Lo spazio

Un altro importante requisito è lo spazio dove montare i componenti, che può però variare a seconda della potenza dei pannelli. In linea di massima per installare un impianto medio da 3kW sono richiesti almeno 15 metri quadrati di pannelli solari, cifra che può scendere a 12 metri quadrati per i pannelli solari più efficienti.

Lo spazio richiesto tende inoltre ad aumentare in caso di superfici piane, poiché i pannelli vanno montati a file distanziate per non farsi ombra tra di loro.

L’ombreggiamento

A proposito di ombra, merita un’attenzione particolare l’ombreggiamento. Ce ne possono essere di due tipologie: quelle vicine e quelle lontane. Bisogna fare una valutazione a 360° di tutte le possibili ombreggiature, comprese quelle minime, che possono determinare decadimenti delle prestazioni anche piuttosto tangibili.

Alberi, antenne, camini o semplici pali della luce sono elementi da considerare poiché producono ombra. In questi casi è doveroso ripensare sia all’installazione sia al posizionamento dei pannelli per “aggirare” i potenziali ombreggianti a beneficio di prestazioni adeguate secondo le previsioni iniziali.

Orientamento dei pannelli

L’orientamento dei pannelli solari può essere predisposto secondo le proprie necessità se si tratta di superfici piane. In caso di tetti inclinati invece bisogna ricorrere all’orientamento dell’ala del tetto. La cosa migliore sarebbe orientare i pannelli verso Sud, ma anche quelli orientati tra Est ed Ovest offrono buone prestazioni. Da escludere a priori invece l’esposizione verso Nord.

Fotovoltaico sulle strutture esterne: cosa dice la normativa?

Quelli analizzati finora sono alcuni dei requisiti principali da analizzare quando bisogna installare un fotovoltaico, ma cosa succede quando si parla di strutture esterne? La disposizione della copertura dei tetti varia? Quali sono le normative?

Per rivestimenti e coperture per i tetti in aree esterne, come gazebo, porticati o serre, generalmente viene usata la pergola fotovoltaica. In pratica è una tettoia realizzata in legno o acciaio composta da differenti moduli fotovoltaici e da specifici sistemi di supporto che ben si adattano all’ambiente circostante.

Per quanto riguarda la normativa, bisogna fare riferimento al decreto ministeriale del 19 febbraio 2007. Secondo la legge il pergolato fotovoltaico è “una struttura di pertinenza di unità a carattere residenziale, destinata a favorire il sostegno di verde rampicante su terrazzi, cortili e giardini, con una ridotta superficie di copertura in pianta”.

Da un punto di vista normativo sono sorte molte domande sul pergolato fotovoltaico, perché a seconda dei casi può sorgere su un terreno pubblico o privato. Per dirimere la questione nel 2015 è arrivata una sentenza del Consiglio di Stato, la quale ha stabilito che è sufficiente una CIL (Comunicazione di Inizio Lavori) per avviare la costruzione di un pergolato fotovoltaico.

Pergolato fotovoltaico: l’iter burocratico e le tipologie di uso

L’iter burocratico per realizzare un pergolato fotovoltaico secondo la normativa è il seguente:

  • presentare una DIA (Denuncia di Inizio Attività) presso l’ente di competenza;
  • domanda per ottenere l’incentivo per l’acquisto di un pergolato fotovoltaico, che richiede però un attento esame della struttura da parte del GSE (Gestore di Servizi Energetici) affinché siano rispettati i requisiti richiesti.

Il pergolato fotovoltaico è multifunzionale e, a seconda delle necessità, può essere usato come:

  • piccola serra per la coltivazione personale;
  • porticato per creare “salotti” all’aria aperta;
  • parcheggio coperto;
  • tettoia per auto e biciclette sia in spazi privati che pubblici.