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Mar, Mar

Lavori troppo? Attento alle coronarie

News Lavoro

La prestigiosa rivista britannica "The Lancet" ha pubblicato una ricerca del Professor Mika Kivimäki, il quale ha tenuto sotto osservazione un campione di 603838 individui nell'ultimo decennio.

Attenzione alle coronarie!

Sul testo integrale della ricerca pubblicata dalla rivista inglese, sono ripotati risultati che mettono in luce una proporzione costante tra l'ammontare di ore di lavoro e il rischio di infarto o di contrazione di malattie cardiache: il professor Mika Kivimäki ha tenuto sotto osservazione gruppi di persone con diversi orari lavorativi settimanali per un arco di tempo di circa dieci anni e ha certificato che il rischio di avere problemi cardiaci è più frequente con lo stesso indice di probabilità, a prescindere dal lavoro svolto o dalle abitudini del singolo individuo, in coloro i quali devono far fronte a una settimana lavorativa di 55 ore. Leggermente minore, ma comunque non trascurabile nelle persone che hanno una settimana lavorativa di 40 ore e, più nella norma, nei più rari casi di soggetti con una settimana lavorativa di 35 ore.

A rischio infarto è stato, tramite 17 studi diversi, selezionato un campione di 528.908 individui tenuti sotto costante osservazione per un periodo medio di 7,2 anni e ne è stato evinto che: nei soggetti in esame con 55 ore settimanali è stato riscontrato un rischio di infarto di 1,3 volte superiore ai soggetti che lavorano 35-40 ore la settimana con un incremento proporzionale alle ore di lavoro: +10% tra le 41 e le 48 ore; +27% tra le 49 e le 54 e il 33% a quota 55 ore di lavoro settimanale. Il tutto tenendo in considerazione nel calcolo i fattori a rischio come età dell'individuo, abitudini alimentari, attività fisica, e così via.

Sono invece a rischio coronarico tutti i 603.838 soggetti sottoposti ai 25 studi principali considerati nell'analisi, tenuti sotto osservazione per un periodo approssimativo di otto anni e mezzo. Negli aventi ritmi lavorativi di 55 ore la settimana è stato riscontrato un incremento del 13% di rischio alle coronarie.

Gli operatori sanitari - spiega il Professor Kivimäki - devono essere consapevoli che l'orario di lavoro prolungato è chiaramente connesso a un aumento significativo del rischio di ictus e malattie cardiache, anche coronariche".

Fonte: thelancet.com



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