Contratto Collettivo Nazionale

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Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) è l'accordo stipulato tra gli organi rappresentativi dei lavoratori, cioè i sindacati, e le associazioni dei datori di lavoro, o anche più semplicemente un singolo datore con il quale si determinano i rapporti individuali e reciproci di lavoro. Il contratto Collettivo Nazionale nell'impiego pubblico è stipulato tra l'ARAN, cioè l'agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, e gli organi sindacali.

Cos'è il Contratto Collettivo Nazionale

E' possibile visionare tutti i CCNL presenti e passati nell'archivio elettronico tenuto dal Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) e scaricarli in formato *.rtf.

Il Contratto Collettivo Nazionale serve essenzialmente a determinare a priori il contenuto dei contratti di lavoro dei diversi settori sia sotto il profilo normativo ( stabilità del rapporto, orari di lavoro e quant'altro) sia sotto quello economico ( retribuzione, anzianità etc.), nonchè disciplinare i rapporti tra la collettività.

Il Contratto Collettivo Nazionale si basa prevalentemente sull'art. 36 della Costituzione Italiana che sancisce il diritto ad una retribuzione minima che dia la possibilità al lavoratore di assicurarsi una vita dignitosa. Lo scontro tra le parti è sempre stato acceso, trattandosi appunto di legiferare sui diritti che spettano al lavoratore e al datore di lavoro, cercando di soddisfare entrambe le parti, cosa molto difficile come è facile intuire.

Tra i vari tentativi di estendere il CCNL di diritto comune non va dimenticato l'art 36 dello Statuto del Lavoratore nel quale si impone all'appaltatore di opere pubbliche di assicurare ai propri dipendenti condizioni che non siano inferiori al Contratto Collettivo Nazionale. Stesso obbligo è imposto agli imprenditori che vogliono fruire della c.d. fiscalizzazione degli oneri pubblici, impostato dalla legge 389/89.



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